13 giugno - S. ANTONIO di PADOVA

Sacerdote e dottore della Chiesa

> 13 giugno - S. ANTONIO di PADOVA

 

 

La devozione a Sant’Antonio di Padova ha avuto un ruolo centrale nella storia del nostro Istituto. Egli, con il dono del “pane di sant’Antonio” è stato “insigne benefattore della Pia Opera degli interessi del Cuore di Gesù”, come lo ha proclamato Padre Annibale Maria il 13 giugno del 1901.

“Sant’Antonio, quando a lui non pensavamo, ci ha fatto uscire al largo, ci ha ottenuto incremento sempre crescente, aiuti spirituali e temporali di ogni maniera e continui, e grazie belle, difficili e inaspettate e sempre nuova stabilità alle case. Io, figliuole carissime, che ho portato per molti anni il peso degli stenti eccezionali e delle sterili fatiche dell’Opera, sento una profonda gratitudine verso questo nostro amatissimo e dolcissimo santo, come dovete sentirla anche voi” (Scritti, Vol. 34, p. 133).

 

Preghiamo per i benefattori (sussidio per l'adorazionale vocazionale) 

 

Il Santo dei miracoli

Fernando di Martino, il futuro S. Antonio, nacque a Lisbona nel 1196.

Erano tempi di crociate in difesa della fede e ogni rampollo di nobile famiglia sognava di porre la propria spada e il proprio coraggio al servizio dei valori cristiani. Ma Fernando, formatosi intellettualmente nella scuola della Cattedrale di Lisbona, alla violenza della spada preferì la forza della preghiera e della Verità. Nel 1210, infatti, entrò in un monastero agostiniano nelle vicinanze di Lisbona.
Nella primavera del 1220 venne ordinato sacerdote, era già un uomo maturo, pronto ad intraprendere le vie della perfezione evangelica; pochi mesi dopo indossò l'abito francescano con il nome di Antonio.

Partito per il Marocco, come missionario, vi rimase pochi mesi a causa di misteriose febbri che lo costrinsero a ritornare, ma durante il viaggio di ritorno una violenta tempesta lo fece naufragare sulla costa della Sicilia (aprile 1221). Dalla Sicilia, insieme ad alcuni confratelli, partì per Assisi dove si teneva il Capitolo Generale.

In questa circostanza conobbe frate Francesco, il futuro santo. Al termine del Capitolo,frate Antonio venne destinato all' eremo di Montepaolo presso Forlì; lassù soggiornò fino al settembre del 1222, celebrando la Messa con i confratelli che avevano deciso, come lui, di vivere un periodo di "deserto" nella silenziosa quiete della montagna per vivere solo con Dio in rigore di penitenza ed intensa preghiera.

I confratelli si resero subito conto delle capacità di frate Antonio per la sua profonda cultura biblica e lo invitarono a predicare tra la gente; da quel momento in poi frate Antonio divenne predicatore itinerante quotidiano. Durante la sua missione di predicatore, frate Antonio era invocato come potente intercessore presso Dio, il quale gli concede di operare tanti prodigi e miracoli. Qualche tempo dopo frate Antonio ebbe il grande conforto della visione di Gesù che gli apparve nelle sembianze di un fanciullo. Poco prima di morire chiese di essere riportato a Padova nella chiesetta di S. Maria Mater Domini, che gli era tanto cara. Morì alle porte della città il 13 giugno 1231.

 
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