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Insieme a 5mila persone - 5°CEN

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Firenze, 9-13 nov. 2015

   

Campane a festa a Prato per l'arrivo di Papa Francesco lungo tutto il percorso per arrivare nel centro della città. Fin dall'alba Piazza Duomo a Prato era gremita di fedeli in attesa del suo arrivo. C'è anche chi ha dormito in sacco a pelo nelle parrocchie per poi recarsi in piazza quando ancora era buio. Decine di giovani nella notte hanno partecipato ad una veglia di preghiera organizzata dalla diocesi.

Dopo l'atterraggio con l'elicottero allo stadio Lungo bisenzio, il pontefice ha raggiunto piazza Duomo con la papamobile. Una volta sceso, Bergoglio ha salutato la folla e poi è entrato in Cattedrale. Oltre 5mila persone lo hanno salutato al suo arrivo in piazza Duomo, sventolando le bandiere con i colori del Vaticano, con applausi e continue grida Viva il Papa.

Tra la folla sono spuntate anche bandiere della Repubblica popolare cinese, sventolate da alcuni cittadini cinesi. A Prato, infatti, si trova la più vasta comunità cinese d'Italia.

Erano presenti anche le nostre Consorelle insieme ai bambini e alle mamme accolte nelle nostre strutture socio-educative.

Il Papa ha esortato i pratesi a non restare chiusi nell'indifferenza, ma ad aprirci. Ci è chiesto - ha detto - di uscire per avvicinarci agli uomini e alle donne del nostro tempo. Uscire, certo, vuol dire rischiare, ma non c'è fede senza rischio. Papa Bergoglio ha osservato che di fronte alle trasformazioni spesso vorticose di questi ultimi anni, c'è il pericolo di subire il turbine degli eventi, perdendo il coraggio di cercare la rotta.

Si preferisce allora - ha continuato il papa - il rifugio di qualche porto sicuro e si rinuncia a prendere il largo sulla parola di Gesù. Ma il Signore, che vuole raggiungere chi ancora non lo ama, ci sprona. Desidera che nasca in noi una rinnovata passione missionaria e ci affida una grande responsabilità. Chiede alla Chiesa sua sposa di camminare per i sentieri accidentati di oggi, di accompagnare chi ha smarrito la via; di piantare tende di speranza, dove accogliere chi è ferito e non attende più nulla dalla vita.



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logo congresso.pngTra il 9 e il 13 novembre 2015 si terrà a Firenze il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale. Dopo Evangelizzazione e promozione umana (Roma 1976), Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini (Loreto 1985), Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia (Palermo 1995) e Testimoni di Gesù Risorto speranza del mondo (Verona 2006), titoli dei convegni ecclesiali precedenti, i Vescovi italiani hanno voluto questo nuovo Convegno In Gesù Cristo il nuovo umanesimo.

Di fatto nel nostro Paese i cinquant’anni dal Concilio Vaticano II sono stati cadenzati da questi eventi ecclesiali, quasi a rimarcare con anniversari decennali l’eredità conciliare. In questa luce, il tema di ogni Convegno ha incrociato di volta in volta quello degli Orientamenti pastorali del decennio entro cui il Convegno stesso si collocava: Evangelizzazione e sacramenti per il primo decennio (gli anni Settanta), quindi Comunione e comunità (gli anni Ottanta), Evangelizzazione e testimonianza della carità (gli anni Novanta), Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia (2000-2010) ed Educare alla vita buona del Vangelo per il decennio in corso.

Il 5° Convegno affronterà il trapasso culturale e sociale che caratterizza il nostro tempo e che incide sempre più nella mentalità e nel costume delle persone, sradicando a volte principi e valori fondamentali per l’esistenza personale, familiare e sociale. L’atteggiamento che deve ispirare la riflessione è quello a cui richiama quotidianamente papa Francesco: leggere i segni dei tempi e parlare il linguaggio dell’amore che Gesù ci ha insegnato. Solo una Chiesa che si rende vicina alle persone e alla loro vita reale, infatti, pone le condizioni per l’annuncio e la comunicazione della fede...leggi





 
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