55° GMPV

Apostolato

22 aprile 2018



Sant’Annibale Maria, insigne apostolo della preghiera per le vocazioni, portò scolpite nel cuore le parole di Gesù: "Pregate il Padrone della messe che mandi operai nella sua messe". Queste parole divennero l’ideale della sua vita. L’insufficienza di buone vocazioni fu la sua sofferenza, la loro promozione la sua passione e la diffusione della preghiera per ottenerle il suo assillo.  Si è prodigato con tutte le sue forze alla diffusione di questa richiesta del Signore, perché tutti nella Chiesa, assumessero l’impegno della preghiera per ottenere dal Padrone della messe, apostoli santi per i bisogni del mondo intero: sacerdoti, missionari, consacrati, sposi ferventi, educatori, e quanti operano per la diffusione del Vangelo. 


Dall’impulso dato da Sant’Annibale M. è sorto nella Chiesa un grande movimento di preghiera per le Vocazioni.

Egli ha scritto: “Amiamo Gesù, appoggiamoci alla preghiera, tutto si ottiene con la preghiera umile, confidente e perseverante… e come può Iddio non esaudire questa preghiera, quando Egli stesso l’ha comandata?”. 


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  Messaggio del Santo Padre Francesco per il 55ª GMGV  

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  Testimonianze:

  Suor M. Mary

  Suor M. Jain


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         Mi chiamo Sr Mary e vengo dal Vietnam. Dal 2013 appartengo alla Congregazione  delle FDZ. Desidero condividere con voi la storia della mia vocazione religiosa per lodare insieme il Signore.

Credo fermamente che la mia vocazione è frutto dell’amore di Dio per me e sono convinta che questo amore è quello che mi accompagnerà per tutta la vita.

         Quando avevo circa dieci anni , ho conosciuto una suora che insegnava i canti in Chiesa e vedendo lei è sorto in me il desiderio di essere come lei, ma tale desiderio è durato poco. Addirittura, a tredici anni di età, non volevo più continuare gli studi e ho smesso di andare a scuola perché la vita spensierata mi attirava. È cosi mi sono unita ad un gruppo di ragazzi e ragazze che non andavano più a scuola. Eravamo come i ragazzi di oggi e ci divertivamo insieme, perdendo tempo qua e là, pensando solo a divertirci senza prospettive circa il nostro futuro. In questo periodo è intervenuto Dio… Ringrazio Lui per la scossa che mi ha dato proprio quando stavo per avviarmi verso una vita senza direzione: mia mamma si è ammalata.  La sua sofferenza ha suscitato in me il desiderio di voler diventare medico. Ciò ha contribuito a farmi decidere di  ritornare a frequentare  la scuola.  A quindici anni, dopo un anno di studio,  la situazione economica della mia famiglia è peggiorata. Desideravo completare quanto prima gli studi per trovare un lavoro e così  aiutare la mia famiglia.  Pian piano la situazione economica migliorava ed ho potuto proseguire con gli studi universitari. Dopo la laurea ho lavorato per circa due anni per  aiutare i miei genitori che nel frattempo avevano raggiunto una maggiore stabilità economica. A questo punto ho perso un pò la motivazione del lavoro ed ho vissuto una vita senza senso. In questa situazione ho cominciato a interrogarmi sul senso vero della vita.

         Quando frequentavo la scuola media, il parroco mi ha fatto conoscere la Congregazione SP  ed ero andata da loro per partecipare ad un corso sul discernimento. In quel tempo, ho sentito un po’ di attrazione a quel tipo di vita, ma a quell’età  avevo altri interessi che mi attraevano. Mi ero pure innamorata di un ragazzo. Tuttavia, sentivo però che qualcosa mancava nella mia vita e avevo un certo senso di vuoto interiore. Per circa sei anni ci siamo frequentati finché un giorno ho  deciso di lasciare tutto perché  era molto forte l’attrazione per la vita religiosa  e sono entrata in convento.

         A ventitre anni, ho lavoravo in una compagnia multi-nazionale e la maggior parte dei miei colleghi non erano cattolici. Essendo nata in una famiglia cattolica mi incuriosiva il diverso da cui ero circondata. Mi piaceva conoscere questa diversità. Durante le mie uscite,  anche serali, vedevo persone e anche tanti giovani che spendevano in un baleno i soldi che avevano guadagnato duramente per cose da niente. Queste cose mi facevano riflettere  sul senso e il non senso della vita. Rientravo dentro di me e mi chiedevo che cosa veramente desideravo per la mia vita e mi affiorava di nuovo il pensiero di voler entrare in convento e pensavo di tornare dalle Suore che avevo conosciuto.  Pensavo di  contattarle, ma il Signore ha disposto diversamente. Un mio cugino che era  allora uno studente  presso i Padri R mi ha fatto conoscere le Suore FDZ. In quel periodo ero molto confusa ed erano tanti   i pensieri che si sovrapponevano nella mia testa e così anche i desideri contrastanti tra quello che volevo e da quello che sentivo come attrazione irresistibile. Ci è voluto veramente un discernimento non molto facile per me e tanta lotta. C’erano tante voci  che mi suggerivano di non entrare in convento, ma durante una Santa Messa domenicale mi è sembrato di percepire dentro di me una voce chiara che mi diceva: “lascia fare a Dio”. Dio ha fatto davvero una cosa meravigliosa e straordinaria, chiamandomi a seguirlo!!!, mi sono licenziata dal lavoro, ho cercato di parlare con mio padre che non ne voleva sapere nulla della scelta che stavo per fare. Con la grazia di Dio ho superato tanti ostacoli; sono convinta che in ciascuno di noi c’è una nostalgia profonda di voler essere quello che siamo destinati ad essere fin dall’ inizio della nostra esistenza dove è racchiusa la pienezza dell’amore per noi. Siamo generati dall’amore e saremo realizzati se riusciremo a vivere questo amore, rispondendo al progetto che Dio, nostro creatore, ha per ciascuno.  

         Finalmente sono entrata tra le FDZ. Il mio impatto con uno stile di vita così diverso da quello finora vissuto non è stato facile. Non nego che ho avuto tanta difficoltà. Ho avuto pure momenti di scoraggiamento. In tutto questo mi affidavo al Signore e gli chiedevo di illuminarmi e dicevo a Lui: “se mi vuoi per la vita religiosa mi devi aiutare a rispondere e mi devi proteggere”. Così a poco a poco   scoprivo nella mia vita che il mistero della Croce è nient’altro che il mistero dell’Amore. Paradossalmente, vivendo in Istituto e lontana dalla mia famiglia, ho imparato ad apprezzare sempre di più l’amore dei miei genitori per me; ho cominciato a valorizzare di più la presenza degli altri nella mia vita e ad aprire il mio cuore all’amore del prossimo. Man mano sto  approfondendo il  Rogate, la preghiera comandata da Gesù per implorare il dono dei buoni operai alla Chiesa, che è il carisma delle FDZ. Sento un forte desiderio di abbracciare e vivere gli stessi interessi del Cuore di Gesù, soprattutto desiderare la salvezza delle anime. Pian piano il Rogate sta illuminando la mia vita. La vita di unione con Gesù   mi rende libera, felice e  serena. Posso dire che sto vivendo in pienezza la mia vita.

         Vorrei ringraziare le mie Superiore che hanno voluto diffondere il Rogate  anche in Vietnam. Le FDZ hanno iniziato la loro presenza e missione in Vietnam.  Vivere da religiosi in Vietnam non è facile. La difficoltà viene dalla politica del governo vietnamita. I missionari, e così anche le nostre suore, devono  stare attenti alla polizia e non far conoscere la loro vera identità  di vita. E’ per questo che le suore e i sacerdoti missionari non possono usare l’abito religioso e devono stare anche attenti anche nei loro spostamenti nel paese.

         Nonostante le notevoli difficoltà, attualmente nell’Istituto delle FDZ, siamo cinque suore professe vietnamite, ci sono quattro novizie in formazione nelle Filippine e così un numero di postulanti e di aspiranti.    

         Ringrazio inoltre il Signore che tramite l’Istituto mi ha dato la possibilità di venire qui in Italia  per conoscere meglio la nostra spiritualità e il  carisma e di poter vedere personalmente  le radici dell’Istituto e i luoghi del nostro Padre Fondatore Sant’Annibale Maria Di Francia. Sono anche grata di aver conosciuto tutti voi e chiedo la carità della vostra preghiera per me e per tutte le FDZ. Grazie per avermi ascoltato e per favore continuate a pregare per ottenere dal Signore vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata ed anche per i nostri Istituti. Grazie!  

Parrocchia S.Antonio – Roma, 20 aprile 2018




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Buon Giorno! Mi chiamo Suor M. Jain e sono del Kerala, India.

“Prima di formarti nel grembo materno ti ho conosciuto, prima che tu uscisse alla luce ti ho consacrato”. Questa è la Parola che ha guidato il mio cammino vocazionale.

Fin da piccola desideravo diventare suora ma i miei genitori pensavano che fosse semplicemente un desiderio da bambina. Io, pero, ho continuato a coltivare in me quel desiderio.

All'età di 14 anni, il buon Dio mi ha dato il primo segno della mia vocazione: l'incontro provvidenziale con una giovane postulante delle FDZ. Poi, in un campo vocazionale, vivendo con le FDZ sono rimasta molto colpita dalla loro gioia, dall'accoglienza e dallo zelo con cui vivevano. Dentro di me sentivo che volevo essere felice come loro e così ho deciso di entrare in comunità. I miei genitori non erano d'accordo e mi dicevano di scegliere un'altra strada.  Ma io ero ferma mila mia decisione e alla fine mi hanno dato il permesso cosi sono entrata in comunità.

All'inizio tutto era bello e nuovo poi la vita diventava sempre più difficile e allora ho pensato forse hanno ragione i miei genitori. Però, avevo tanta fiducia in Dio ed ero sicura che lui non mi lasciava sola e con lui potevo superare ogni difficoltà. Cosi ho continuato il mio cammino.

Ho fatto la formazione come aspirante e postulante in India e il Noviziato a Roma. L’8 settembre 2002 ho detto il mio primo sì al Signore con la professione religiosa. Poi sono tornata in India pei terminare gli studi Ho peso la laurea in lingua inglese e in pedagogia.

Passando gli anni sperimentavo sempre di più la misericordia del Signore nella mia debolezza e l'amore del Signore nella mia povertà. L’8 settembre 2008 lo fatto i voti perpetui dicendo il mio si per sempre a Dio con la certezza che Lui mi conosceva e che mi aveva scelta per sè fin dal grembo materno

Oggi ho 22 anni di esperienza nella vita religiosa. Ogni giorno ringrazio il Signore pei avermi chiamata tra le FDZ per vivere insieme il carisma del Rogate e provo una grande gioia ad essere una Figlia del Divino Zelo perche la mia vita è una continua risposta al comando di Gesù "Pregate il Signore della messe, perchè mandi operai nella sua messe”, non solo con la preghiera, come diceva il nostro Fondatore Sant'Annibale Maria, ma vivendo da buona operaia lì dove sono.

Concludo ìnvitandovi a ripetere con me questa invocazione: “Manda o Signore, apostoli santi nella tua Chiesa”.  Grazie…

Istituto Cristo Re - Messina, 18 aprile 2018



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