Come stiamo in questa emergenza globale

> Come stiamo in questa emergenza globale

In questo tempo segnato dall'emergenza del corona virus, desideriamo far giungere la nostra voce a tutte le comunità e a ciascuno per confortare coloro che sono nella paura e per dare una parola di speranza in Dio, nostro salvatore.

Il virus ha ricadute globali, sta arrivando in tutti i paesi dove sono presenti anche le nostre comunità. Al momento le nostre comunità non hanno problemi di contagio e di questo diamo lode al Signore mentre di cuore ringrazio le comunità che ci hanno chiesto notizie: in questi momenti si riscopre tutto il senso dell'essere unica Famiglia. Contemporaneamente, osservano le misure di prudenza con le indicazioni dei rispettivi governi a cui dobbiamo attenerci per salvaguardare noi stesse e le persone con cui viviamo.

L’emergenza del covid19 sta avendo anche conseguenze pastorali, soprattutto nelle regioni più colpite dal virus, dove i Vescovi hanno sospeso la celebrazione della Santa Messa pur lasciando aperte le chiese. Alcune comunità, essendo cappelle interne, continuano ad avere la celebrazione eucaristica, ma, tante nostre comunità stanno vivendo questa limitazione.

Tutto quello che sta accadendo in un tempo di onnipotenza della scienza ci spinge a rivedere le nostre convinzioni di fede, a riscoprire il limite dell'uomo  e l'essere creatura che ha bisogno del suo Creatore. 

In questa circostanza la parola di Dio deve diventare il nostro quotidiano nutrimento e in essa dobbiamo trovare fiducia e forza con la speranza che possiamo superare questo tempo di prova.           

Non lasciamoci sopraffare da timori e paure che non sono proprie di chi ha affidato la propria vita al Signore. Inoltre non possiamo limitarci a cercare il modo per scansare il virus, che è certamente una cosa importante, ma bisogna andare oltre. Questa situazione di emergenza ci  interpella sul senso della vita, su come stiamo vivendo la nostra consacrazione e cosa il Signore vuole dirci attraverso questa prova.

                Anche la mancanza della celebrazione eucaristica, il cosiddetto ‘digiuno eucaristico’, può avere lo scopo di far sentire in profondità la mancanza del Cristo vivo in mezzo a noi, e di riscoprire il suo Volto nel Volto delle sorelle e di coloro che ci stanno accanto.

Come figlie di S. Annibale, rinnoviamo la carità fra di noi, impegniamoci di più per essere solidali con coloro che sono nel bisogno, preghiamo più intensamente con iniziative che ogni comunità può fare, e digiuniamo, un digiuno che ci fa vivere l'essenzialità della vita e l'aiuto alla ricerca scientifica per debellare questo virus e tante malattie che affliggono il mondo di oggi.

Invochiamo la protezione del nostro Padre Fondatore, della Madre Nazarena, delle nostre sorelle e confratelli defunti e dei nostri Santi protettori. 


 
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