Commemorazione del Centenario della Nascita al Cielo
di Madre M. Carmela D’Amore
L’11 e 12 settembre, a Trani, le Figlie del Divino
Zelo hanno commemorato il centenario della nascita al cielo di Madre M. Carmela
D’Amore, ricordata come donna di fede tenace, creativa e profondamente
consacrata al Rogate.Il primo giorno è stato dedicato a una tavola rotonda che
ha ripercorso la sua figura e la sua testimonianza evangelica, mettendo in luce
la sua dedizione alla Congregazione e la sua capacità di leggere i tempi con
sguardo profetico.
Il 12 settembre la comunità si è recata al cimitero
di Trani per un omaggio floreale presso le sue spoglie; nel pomeriggio, al
Santuario di Sant’Antonio, si è celebrata la Santa Eucaristia con la
partecipazione delle sorelle FDZ, dei Rogazionisti e di numerosi amici.La
commemorazione è stata un momento di memoria grata, di comunione e di rinnovata
fedeltà al carisma che Madre Carmela ha incarnato con luminosa semplicità.
Messaggio per la tavola rotonda - 100° anniversario della morte di Madre M. Carmela D’Amore - 15 agosto 1926
Carissimi Amici, Confratelli e Consorelle, presenti e collegati on line,
con
gioia e profonda gratitudine viviamoinsieme questo momento di riflessione
dedicato al centenario della morte di Madre M. Carmela D’Amore. Questa tavola
rotonda ci aiuti a rileggere, con sguardo rinnovato, la ricchezza spirituale e
carismatica che il Signore continua a far risplendere nella storia del nostro
Istituto, nella certezza che «la luce splende nelle tenebre e le tenebre non
l’hanno vinta» (Gv 1,5).
In
questo momento storico, che vivo come Superiora Generale del mio Istituto, avverto
con particolare intensità la luce che il Signore proietta sulla nostra storia.
In
questo tempo di grazia, nel quale celebriamo il centenario della morte di Madre
M. Carmela D’Amore, mi sento interiormente attraversata da una forte
ispirazione e da una santa novità.
Da
questa luce emergono persone, eventi e fatti che incidono profondamente
nell’orizzonte del Rogate, così come fu compreso da Sant’Annibale M. e
trasmesso a noi e a tutta la Chiesa come un nuovo insegnamento, nel quale
risuona l’invito evangelico: «Pregate dunque il padrone della messe, perché
mandi operai nella sua messe» (Mt
9,38).
Figure
di significativa rilevanza si presentano davanti a noi e ci chiedono — anzi,
esigono da noi — studio, riconoscimento e rilettura dell’esperienza
storico-carismatica del nostro Fondatore e della nostra stessa storia.
La
vita, le virtù e le opere della nostra cara Madre M. Carmela D’Amore sono una
di queste presenze luminose. Accanto a lei riconosciamo molte altre figure:
Madre M. Nazarena Majone, Mélanie Calvat, Padre Pantaleone Palma, Madre M. Cristina
Figura, Luisa Piccarreta, Madre Espedita Ambrosini, Madre M. Longina Casale e
tante Madri e Sorelle che, nel tempo, hanno arricchito la nostra storia.
In
questo tempo vedo riaffiorare esperienze, scritti e gesti del nostro Santo
Fondatore e delle nostre Madri, ancora poco conosciuti e, in alcuni casi,
persino ignorati. Essi ci ricordano che la memoria non è semplice ritorno del
passato, ma gratitudine che si fa responsabilità e profezia.
Questo
evento desidera offrirci una luce nuova che, se accolta con disponibilità,
potrà indicarci un cammino rinnovato per leggere la nostra storia e per trasformare
il nostro modo di essere, il nostro stile e la nostra missione nel mondo e
nella Chiesa di oggi.
Madre
M. Carmela D’Amore ci accompagni in questo cammino e, attraverso il contributo
dei nostri relatori, che ringrazio per la loro disponibilità, possiamo
attingere a una riflessione profonda, capace di aprire orizzonti di
rinnovamento.
In sintesi, questa mia riflessione ci invita ad
accogliere la luce che il Signore proietta sulla storia dell’Istituto,
soprattutto in occasione del centenario della morte di Madre M. Carmela
D’Amore. La sua vita, insieme alla memoria del nostro Santo Fondatore e di
tante figure significative, diventa appello a studiare, riconoscere e rileggere
con gratitudine la nostra esperienza storico-carismatica. Questo incontro ci
aiuti a trasformare tale eredità in un cammino di fedeltà, missione e speranza
per la Chiesa e per il mondo di oggi, certi che la Parola del Signore, anche
attraverso l’esperienza dei fratelli, rimane «lampada per i nostri passi e
luce sul nostro cammino» (cfr. Sal
119,105).
